lunedì 9 maggio 2016

Poca spesa, massima resa: linoleum e PVC

Ben ritrovati a tutti!
Oggi affrontiamo la spinosa questione del rinnovo dei pavimenti stando in un budget ridotto.
In parte abbiamo già trattato l'argomento parlando di parquet industriale e di come questa scelta consenta un bel risparmio, pur senza rinunciare ad un materiale vivo e caldo come il legno.
Purtroppo la posa (per altro incollata) del parquet industriale comporta, qualora non si vogliano rimuovere i pavimenti esistenti, un'innalzamento della quota di calpestio, con la conseguente necessità del taglio (se non si riesce a regolarli in altezza) di porte, portoncino e portefinestre. Alternativa altrettanto valida è la scelta del laminato: consente di stare in budget anche ridotti, si può risparmiare con una posa flottante, ma comunque il problema spessore non si azzera.
L'idea che vi voglio proporre è un po' meno nota, di spessore davvero minimo (no, non è la resina!) e...sono sicura che vi stupirà!
So che farete fatica a crederci, ma il protagonista di questo post sono i tanto odiati e bistrattati pavimenti in linoleum e quelli in materiale vinilico.
Nell'immaginario comune si tratta di fogli di plastica adesiva, che solitamente riproducono l'immagine del parquet, incollato, se non solo appoggiato, sul pavimento di qualche locale...il più possibile fuori dalla vista. Ma oggi li rendiamo protagonisti!

Iniziamo con il dire che non si tratta dello stesso prodotto.


Entrambi sono pavimenti resilienti, ovvero pavimentazioni ma capaci di tornare alla forma originaria una volta eliminata la sollecitazione esterna che le deforma. Inoltre garantiscono un ottimo comfort ergonomico e acustico, nonchè una rapidità e facilità di posa .
Però il linoleum è addirittura una scelta green, tant'è che trova applicazione in bioedilizia, in quanto materiale ecocompatibile ed ecologico, essendo composto prevalentemente da materie prime biodegradabili: olio di lino (da cui il nome), farina di legno, farina di sughero e pigmenti coloranti.
Tutto ciò viene impastato e lavorato in modo tale da divenire un tutt'uno con un tessuto in iuta naturale, presentandosi, a fine lavorazione, come dei sottili fogli di consistenza flessibile.
I pavimenti vinilici (case produttrici leader sono Gerflor e Tarkett) sono rotoli o piastrelle e si caratterizzano per la presenza di PVC. Si tratta quindi di materiali sintetici, in grado di fornire anche impermeabilità (ottima applicazione dei bagni) e proprietà antiscivolo, oltre ad essere disponibili anche come rivestimenti murali.

I rotoli, siano essi in linoleum o PVC, hanno spessori molto contenuti (dai 2,5 mm ai 4 mm circa, fino a 5 mm per il residenziale, se si considerano i PCV LVT - una tecnologia più prestante per i pavimenti vinilici) e sono solitamente alti 2 mt e lunghi fino a 30 mt. La posa è generalmente con colla, ma se in luogo del rotolo si sceglie il formato piastrella, è possibile anche la posa ad incastro.
Tra i più noti produttori di linoleum nominiamo Forbo, gruppo Svizzero, e Armstrong, con sede nel Regno Unito, patria del linoleum.
Forbo propone il suo cavallo di battaglia, che ha riportato in auge il linoleum: la linea Marmoleum. Di questa linea mi piace sia la gamma Concrete, che richiama i moderni pavimenti in cemento, sia la gamma Walton Uni, in tinta unita. Colori sui toni piuttosto neutri di ispirazione industriale e rilassanti, per creare atmosfere che lascino sbizzarrire con le scelte interiors.

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Esulando dal "classico" effetto legno (che fa un po' tristezza in questo tipo di materiale), trovo entusiasmanti gli effetti cemento e resina che, senza i costi di una posa resina (particolarmente elevati per superfici modeste), riescono a dare un meraviglioso effetto di continuità alla pavimentazione, oltre che ad essere piacevoli al contatto.
Inoltre, specie in immobili datati in cui non si voglia prevedere di rifare gli impianti, in caso di rottura di tubazioni questi pavimenti possono essere facilmente rimovibili e addirittura ripristinabili, facendo il taglio della parte danneggiata e posando un nuovo telo, con riempimento delle fughe.

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E se siete alla ricerca di qualcosa che generi stupore, non posso non nominarvi una chicca scovata di recente: il piccolo rivenditore Zazous (anche qui UK docet) che propone stupendi design vinilici che riproducono cementine, azulejos, pavimentazioni di ispirazione geometrica e retrò.
Insomma, un carnevale per gli occhi!
E poco conta se lo strato di usura dei pavimenti di Zazous non è proprio il top (0,20 mm, quindi meno degli 0,30 mm consigliati per il residenziale). Vorrà dire che se si usurerà avremo la "scusa" per poter cambiare fantasia...tanto basta stendere un rotolo.
Il costo è di circa £ 16 e spediscono, con modica spesa, anche in Italia. Perfetto per taverne, soffitte, stanze "pluriuso" o stanza giochi.
Non dite che non vi avevo avvisato: linoleum e pavimenti vinilici nuovo trend!

Vi piace l'idea della riproduzione di cementine su materiale vinilico?
Allora adorerete i tappeti Beija Flor Carpet...o forse state pensando di farne uno DIY low cost ritagliando una porzione dei vinilici di Zazous?! ;-)
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