lunedì 11 dicembre 2017

Chalk Paint, il miracolo fattosi vernice

Da qualche settimana navigo in rete incuriosita dalla Chalk Paint di Annie Sloan.
Sicuramente moltissimi di voi la conosceranno già o l'avranno già sentita nominare.
Io, pur conoscendola, non mi ero mai interessata seriamente a questo prodotto...ma caspita, merita!
Ideata e composta dalla mente creativa di Annie Sloan, questa vernice coniuga praticità, bellezza nonchè una gamma di colori e di effetti unica.
Opaca, densa e gessosa è perfetta per i progetti in stile shabby chic, ma sarebbe riduttivo usarla solo per quelli; infatti si può usare su tessili, metallo, muri, legno, vetro, formica...e tutto ciò che la fantasia suggerisce.
I meravigliosi 33 colori si possono mixare per ottenere sfumature inedite, che fanno brillare gli occhi.
Primaria peculiarità di questa vernice (e qui veniamo al perché è particolarmente interessante) è la sua facilità di applicazione. Secondariamente, ma non si minor importanza, la resa notevole (13 mq al litro) e l'altissimo potere coprente, che rende a volte possibile anche la stesura di una sola mano di vernice.
Non richiede fondo e aggrappa su (quasi) qualsiasi superficie senza carteggiare. Insomma, un sacco di tempo risparmiato!
Non mi sono ancora cimentata in nessun progetto, che richiede una pennellata evidente per un effetto imperfetto e un po' vintage. Ad oggi non ho ancora trovato uno smalto veramente "gessoso", nemmeno in quei marchi italiani che promettono tale effetto (ne ho provati un paio...). Vedremo se Chalk Paint manterrà la promessa.

Per ora, non mi (e vi) resta che fantasticare un po' con me, se vi va, prendendo spunto da queste realizzazioni.
Solo vederne la gamma cromatica fa venir voglia di armarsi di pennello e imbrattarsi un po'.
Che ne pensate?
E per chi volesse muovere i primi passi, sul sito di Annie si trovano anche interessanti tutorial, nonchè numerose ispirazioni che fanno venir voglia di fare un ordine...chissà, magari per Natale!


Il primo progetto, una sedia dalla linea classica ma sobria, è in uno dei miei colori preferiti del momento: Duck Egg Blue. Caramelloso, ma non mieloso. Di quelli che noti, combini bene con una gamma infinità di tonalità e non ti stancano...
Il tocco in più, gli stencil. Azzeccatissimi.

Credits
 Il mio animo vintage non poteva non farmi notare questo semplice upcycling: piccola cassettiera anni '50 in stile nordico, impreziosita da harp legs, decoro trasversale e verniciatura della parte più esterna. Colori unici, ottenuti dal mix di Old White, Scandinavian Pink e English Yellow.
Risultato eccezionale.

Credits
Portare la natura e i suoi colori in casa può far stare solo bene. Ecco allora un progetto tutto verde. Per chi ha in casa proprio quel vecchio mobile che non sopporta più è sta pensando di smerciare in qualche mercatino! Il protagonista qui è Amsterdam Green. Attenzione, anche il paralume è frutto di un progetto Chalk. Come volevasi dimostrare, si può usare anche sui tessili.

Credits
O perchè non lasciarsi ispirare da un progetto un po' sopra le righe, come questa cassettiera bassa, dipinta in Paris Grey, impreziosito da trame ispirate a Paul Klee?
Per osare, ogni tanto...



Che dire di queste meravigliose sedie di metà secolo, stile molto danish, rivitalizzate da Graphite Chalk Paint sulle gambe e varie tonalità sul tessuto? Superbe.




E infine (ma solo per impormela una fine, perchè questo post potrebbe essere  i n f i n i t o), l'odiato mobilio del matrimonio di mamma&papà. Bello perchè ha segnato un'epoca, ma ora volterei anche pagina. Con la Chalk si può, a quanto pare, ridare un nuovo look comunque vintage, ma più attuale e brioso. Anche qui, per chi non teme di osare!

Credits


mercoledì 6 dicembre 2017

Un piccolo trilocale da ristrutturare

Parliamo oggi di questo piccolo trilocale di circa 64 mq calpestabili.
La planimetria che vedete nell'immagine rappresenta lo stato di fatto, ovvero la situazione allo stato attuale.
La richiesta del cliente è quella di effettuare uno studio di fattibilità per una ristrutturazione, ovvero di valutare come questa unità immobiliare possa essere modificata in fase di ristrutturazione.



In questi casi come si procede?

1. Rilievo dell'esistente e sua rappresentazione planimetrica;
2. Studio della normativa tecnica comunale vigente.

La fase al punto 2 è di fondamentale importanza, perchè sarà determinante per l'orientamento delle progettuali. Capire, infatti, in quale direzione le normative tecniche ci permettano di operare consente di inquadrare la tipologia di intervento.
Nel caso in esame, ad esempio, non è consentita la modifica delle facciate (quindi le opere potranno essere solo interne) e, giusto per citare una limitazione tra le più importanti, salvo deroghe (che vengono concesse con il contagocce e per più che motivate ragioni), le nome tecniche comunali e il regolamento di igiene richiedono che il servizio igienico di principale utilizzo sia dotato di finestra.



Troppo spesso chi vuol sistemare casa trascura, pensando che ciò sia un risparmio, la corretta impostazione iniziale del progetto.
Come?
Ad esempio rivolgendosi ad un'impresa (che solitamente si presta a fare il classico "preventivo "a spanne" - ovvero su per giù- gratis) che gli dia "un'idea di massima". Idea che di lì a poco si scontrerà con le realtà: che esistono norme tecniche -il cui esame spetta ad un tecnico di fiducia- che orientano l'intero progetto!


Ma tornando a noi, ce la faremo ad ottimizzare gli spazi a disposizione per ricavare, secondo quanto richiesto dal cliente?

RICHIESTA:

- una camera da letto matrimoniale
- una camera da letto singola
- soggiorno/sala
- cucina separata
- bagno (possibilmente con finestra, sia perchè è decisamente consigliabile, sia perchè la normativa ce lo "quasi impone")
- lavanderia
- ripostiglio.

Il tutto in 64 mq, senza toccare la facciata (perciò niente nuove aperture) e senza intervenire con opere strutturali pesanti, ovvero senza demolire muri portanti.


Presto la risposta con una proposta progettuale.
Fantasticate un po' con noi su come potrebbe trasformarsi questa casetta! ;-)